Sbiancamento denti 19 ottobre 2017

Sbiancamento denti, dal dentista dura di più – e fa meno danni!

Sbiancamento denti in programma? Alcuni prodotti in commercio promettono benefici immediati e risultati garantiti, ma il loro uso frequente rischia di compromettere la salute dei denti

Il dentifricio sbiancante è certamente allettante, ma da usare con grande moderazione. La sua è un’efficacia meccanica: funziona infatti grazie ad agenti chimici (solitamente silice, solfati e perliti) che, in associazione a bicarbonato, determinano una lieve azione abrasiva – una sorta di “scrub” dentale.
Altri prodotti sbiancanti hanno invece efficacia chimica, in quanto contenenti composti in grado di sciogliere alcune macchie dei denti, come il bicarbonato già citato o gli estratti di licheni.
Ci sono poi metodi ottici, che prevedono l’impiego di sostanze che creano soltanto l’illusione ottica di una maggior brillantezza dei denti.
Quasi tutti i prodotti sbiancanti contengono inoltre il fluoro, che rafforza lo smalto e contribuisce a proteggerlo dagli acidi, prodotti anche dagli enzimi batterici presenti naturalmente nella bocca… che potrebbero portare a un sorriso “poco brillante”.

Quali sono i rischi?

Lo sbiancamento denti tramite prodotti fai-da-te va utilizzato soltanto come trattamento periodico. Lo smalto può rovinarsi con l’abrasione continua, e l’alterazione della salute della bocca comporta rischi sia per i denti che per gengive e cavo orale. Il rischio è quello di causare danni irreversibili ai denti – fino a farli diventare ipersensibili.
L’uso di dentifrici o collutorio a base di clorexidina, che possono macchiare la dentatura, va limitato attenendosi alle indicazioni del dentista. Per prolungare la brillantezza, meglio un collutorio a base di fluoro da utilizzare dopo la spazzolatura!

I denti macchiati o gialli fanno sembrare più vecchi – e avere un bel sorriso, con una dentatura chiara e armonica, è un desiderio sempre più diffuso. Tuttavia c’è ancora poca consapevolezza su che cosa siano realmente le procedure di sbiancamento denti.

In cosa si differenziano dai trattamenti schiarenti fai-da-te?

Questi ultimi si limitano a rimuovere la patina superficiale che ricopre i denti. Il processo di sbiancamento professionale, invece, ossigena il dente in profondità, con penetrazione e scambio di molecole di perossido di idrogeno che generano la colorazione bianca.

Negli ultimi anni la procedura di sbiancamento denti ha reso meno difficile l’approccio col dentista. Almeno 120000 italiani all’anno si sono rivolti a un odontoiatra per ripristinare il colore dei propri denti.
L’effetto dello sbiancamento è duraturo, ma non permanente: si consiglia un richiamo ogni 2-3 anni per mantenere il punto di bianco raggiunto.

Anche voi vorreste sfoggiare un sorriso più bianco, senza compromettere la salute dei vostri denti? Per maggiori informazioni sullo sbiancamento dentale, e per fissare un appuntamento, non esitate a  contattarci!

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