Radiografia endorale: ecco quando farla 6 aprile 2017

Radiografia endorale: ecco quando farla

La radiografia endorale è uno dei principali esami diagnostici, che consente una visione completa dell’anatomia dentale del paziente. Scoprine di più con noi!

La radiografia endorale è un esame di radiologia odontoiatrica che permette di ottenere informazioni dettagliate ma circoscritte ad un massimo di 3 denti su una lastrina endorale di piccole dimensioni: la parola endorale indica che la lastrina che riceve le radiazioni ionizzate viene posta all’interno del cavo orale del paziente – generalmente sorretta da un sostegno mantenuto in sede dal morso. Costituisce uno dei punti fondamentali del protocollo diagnostico della prima visita, permettendo di scoprire tutte quelle affezioni della bocca e dei denti che risultano non rilevabili all’esame obiettivo: è un esame rapido, non invasivo ed estremamente semplice!

Come si effettua una radiografia endorale?
La procedura per eseguire una radiografia endorale è estremamente semplice: il dentista, una volta preparata la lastrina ricevente, la posiziona nel cavo orale del paziente, che la manterrà ferma serrando i denti sul supporto di plastica che la sostiene. Le dimensioni dalla radiografia endorale sono molto ridotte: la lastrina misura in media 3 x 4 cm, rendendo minimo il disagio per il paziente.

Per mezzo di un lungo cono e di centratori che circoscrivono la porzione di arcata interessata dall’esame, l’apparecchio viene appoggiato alla guancia del paziente – il quale è protetto dall’irradiamento attraverso una mantella, un grembiule piombato e/o un collare, onde evitare che le radiazioni possano colpire altri organi (in primis la tiroide).

I tempi di esposizione sono analoghi a quelli di una normale fotografia: tutto si conclude in pochi secondi, e la radiografia compare immediatamente sullo schermo del computer del dentista.

La radiografia endorale permette di esaminare in modo mirato uno specifico dente – oppure due o tre elementi limitrofi – rendendone ben visibili alcuni particolari, come corona, colletto, radice, gengiva, legamento parodontale e osso alveolare. Durante la devitalizzazione di un dente, per esempio, la lastrina indica con precisione al dentista il numero, la forma delle radici e l’eventuale presenza di canali radicolari laterali (la cui mancata detersione e sigillatura comprometterebbe l’intera terapia canalare); la radiografia endorale in fase intraoperatoria permette inoltre di evitare lesioni a strutture anatomiche vicine al campo operatorio, come le radici dentarie o il canale mandibolare.

Il nostro Studio detiene degli apparecchi radiografici CDR SCHICK in ogni ambulatorio. Questo dispositivo di acquisizione digitale presenta una bassa dose di emissione di Raggi X e un miglioramento evidente della visione delle radiografie. Inoltre, un programma di acquisizione dati con collegamento in rete permette di archiviare le immagini delle radiografie nella cartella clinica del paziente.

Vantaggi della tecnologia digitale:
riduzione dell’emissione di raggi X fino al 75%, data la grande sensibilità dei sensori di acquisizione del CDR SCHICK rispetto alle normali pellicole radiografiche;
semplificazione delle procedure, con possibilità di immediata ripetizione dell’esame;
immediata visualizzazione dei risultati, con vantaggi come la rapidità dei tempi dell’intervento;
archiviazione computerizzata – con possibilità di stampare e/o copiare su CD gli esami effettuati e conservare nella propria cartella tutte le radiografie (senza preoccuparsi di conservare le lastrine su pellicola, con rischio di smarrimento o deterioramento);
maggior rispetto per l’ambiente, con l’eliminazione totale di qualsiasi materiale da smaltire (come liquidi di sviluppo e fissaggio delle lastrine, estremamente inquinanti).

Per ulteriori informazioni su questo esame diagnostico, o per prenotare una visita di controllo, non esitate a contattarci!

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